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Io e la Mindfulness


Sono Adriana Mangiacaballi sono nata a
Buenos Aires, a Italia dal 1989 a Duno dal 1996
ho studiato psicologia a Torino ho vinto la borsa di studio per cinque anni
poi quando sono venuta a qua ho trovato osho sono diventata Sagnnyasi anche
quello prima di essere psicologa dal 1994 poi studiato psicologia e poi la
mindfulness è stato la fine di un percorso si, perché la Midfulness si può
applicare in tanti tipi di disagi gia lo stress. 80 – 90 % delle persone sono
stressate así che già diminuire lo stress sarebbe un passo in
avanti poi per tanti malattie terminali
nell’oncologia per il dolore per l’ansia per la depressione serve per tante, per tanti disturb, e anche una chiave per trovare un senso anche, una guia, un senso alla vita anche un rosario, dire un rosario può
essere presso comi un tipo di meditazione no, no. lo fanno tranquillamente cammina
parallelamente alla mindfulness come la meditazione meta ma manca tutta
l’altra consapevolezza piena di ogni azione che noi facciamo, in ogni momento. Acceattare, lasciare andare, non giudicare
sono cose che anche la chiesa dice il perdono per esempio e non giudiz,i ci
sono tanti centri dove uno può andare a fare una meditazione provare avicinarse a
la mindfulness non e cossi difficile perché quasi tutto si
focalizza sul respiro sull’attenzione sul respiro e quello in natto en noi sì che
qualsiasi persona lo può fare osservare il proprio respiro senza, senza forzarlo
senza alterarlo così semplice che qualsiasi persona anche una persona
allettata anche un bambino piccolo può farlo non è così complicato e molto
semplice all’incontrario e questo è paradossale. Ideale sarebbe 40 – 45 minuti al giorno sì in realtà non sono solo 40 – 45 minuti
al giorno perché si richiede la consapevolezza anche in altri momenti
della giornata per sempre uno può scegliere
quando si fa la doccia o quando fu una camminata o quando guida
e semplicemente imparare a stare di sempre del presente senza questa mente
che vaga, che gira nel passato o nel futuro, impariamo essere qui
nell’ora e consapevolezza fondamentale perché ognuno di noi raccoglie quello che
semina e la consapevolezza ti aiuta a dirigere
la propìa azione a non essere automatico non andare in reazione, ma fermarsi
soffermati un attimo e pensare alla risposta
questa consapevolezza non andare tanto nell’istinto essere consapevoli che possiamo vivere in un altro modo diciamo che la mediazione esiste da
duemila e cinquecento anni non è una cosa una cosa nuova però la mindfulness negli ultimi 10 anni ha avuto un boom molto forte, perché sono arrivate
le prove scientifiche e questo è la cosa più sbalorditiva,
la neuroplasticità nostro cervello come noi possiamo modificare il nostro
cervello, e il cervello si modifica in base alle nostre esperienze e questo
sotto una prova molto molto importante
da lì in poi si è attestato sulla depressione su tante e i risultati sono
stati sbalorditivi si attiva la corteccia prefrontale la parte sinistra
quella che viene definita all’area della felicità attivando quella zona nel
nostro cervello, obviamente la mindfulness ti fa star bene che la parte destra e quella
che si attiva quando noi siamo depressi quando siamo arrabbiati eccetera
allora non è solo un pareggio non è una cosa molto come dirte, snob la sim
va bene la mente si sa non è una cosa soggettiva è una cosa obiettiva ci sono
i risultati e questa in quel suo molta gente a
avvicinarsi alla mindfulness diciamo che l’ottanta presenta le
persone può avvicinarsi a mindfulness sì il problema di bullismo per bambini
iperattivi, si è piace la mediazione bambini dopo 8 – 10 anni che così semplici
osservare il respiro, che i vani lo farò volentieri, perché un respiro e tutto a la fine,
e l’inizio e la fine, recomizio e lascio andare.

Jerry Heath

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